:: 1 - Analogico o Digitale?
Introduzione


Questa è sicuramente la domanda attualmente più proposta e dibattuta in ambito fotografico. Genera molto spesso prese di posizione assolutistiche nelle considerazioni finali o al contrario una specie di rifiuto ad affrontare l’argomento per la difficoltà e complessità del tema trattato. La letteratura in proposito è tanto vasta quanto purtroppo superficiale nell’analizzare specifiche ed importanti tematiche.

Il successo commerciale delle fotocamere digitali è travolgente, quasi disorientante per un utilizzatore di fotocamere tradizionali che seriamente incomincia a chiedersi se i mezzi sin ora utilizzati siano diventati improvvisamente obsoleti.

Potrebbero esserlo in effetti, se il paragone fosse eseguito sulla modalità di acquisizione dell’immagine in termini di flessibilità operativa, controllo e correzione dei parametri di ripresa, ma non comunque, al momento, nel risultato qualitativo finale.

Altri innegabili vantaggi del digitale oltre alla visione, controllo e correzione quasi real-time dell’immagine, sono il costo praticamente nullo degli scatti e l’autonomia non più vincolata alle tradizionali 36 pose dei rullini.

Per contro dimentichiamoci la longevità dei modelli analogici, prepariamoci a costi d’acquisto sensibilmente più elevati e alla convivenza, per alcuni decisamente ostica, con sofisticati software di elaborazione ed archiviazione dell’immagine.

Obbligatorio sarà quindi l’acquisto di computer, o per i più esigenti addirittura di potenti workstation, che dovranno essere in grado di supportare queste applicazioni, ad ogni aggiornamento sempre più esose di memoria e potenza di calcolo.

Alcuni sostengono che i due sistemi, pellicola e digitale, convivranno “pacificamente”.

Nella logica dell’utilizzo potrebbe anche essere. Consideriamo ad esempio l’operatività in luoghi con condizioni ambientali critiche, i sensori d’acquisizione dell’immagine e i monitor LCD presentano problemi alle basse temperature, o dove l’energia elettrica per la ricarica degli accumulatori non è reperibile, quasi tutte le D-SLR utilizzano infatti specifici accumulatori ricaricabili al litio o al nichel-metalidrato in sostituzione delle classiche batterie alcaline “usa e getta” tipo AA.

Ma questo purtroppo non è sufficiente a decretare il mantenimento in produzione di un prodotto. E’ la logica di mercato, con la redditività dello stesso, che lo decide.

Probabilmente la domanda di fotocamere analogiche ed il consumo di emulsioni si ridurrà progressivamente sino a diventare una nicchia di mercato rappresentativa di un’utenza specialistica o perché no semplicemente tradizionalista, legata a quelle emozioni forse un po’ nostalgiche che solo certe macchine, magari puramente meccaniche, sanno offrire.

Purtroppo invece aumenteranno sicuramente i già elevati costi di acquisto e sviluppo delle emulsioni professionali e diminuiranno i laboratori che offriranno questo servizio.

Altri sostengono, considerata oramai indispensabile la digitalizzazione dell’immagine, vedi stampe, l’abbinata pellicola e scanner. E’ sicuramente un’ottima soluzione, indispensabile per la conversione in digitale del proprio archivio fotografico, comunque molto laboriosa e ovviamente costosa, da considerarsi in ogni caso un traghetto verso il digitale.

E’ innegabile, il futuro sarà sicuramente digitale. Nella gran parte della fotografia può considerarsi già un presente. Le prestazioni sono quelle oramai di un prodotto maturo.

Vi sono però specializzazioni della fotografia, quali appunto la subacquea, dove la funzionalità del sistema digitale può essere limitata da alcuni fattori tecnici ed operativi.

Negli articoli seguenti affronteremo con i necessari approfondimenti tecnici alcune classiche tematiche della fotografia, rapportandole proprio all’utilizzo subacqueo, verificando se la tecnologia digitale ne ha apportato variazioni e con quali conseguenze.


Luca Carraro © settembre 2004

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