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TTL Through The Lens, attraverso le lenti.
Con questo suffisso si indicano tutte le misurazioni relative
all’esposizione, al controllo della luce emessa dal
flash o all’autofocus che avvengono attraverso l’obiettivo.
Questa sigla è oramai associata alla funzione di
controllo della luce emessa dal flash, identificando quindi
che lo stesso è affidato ad un dispositivo interno
della fotocamera e non a sensori o fotocellule esterne solitamente
incorporate nel flash.
Con l’avvento del digitale sono nate altre sigle
quali D-TTL, i-TTL per Nikon, E-TTL, E-TTL II per Canon,
tutte associate alla stessa funzione di controllo della
luce emessa dal flash.
La domanda che sorge spontanea è se possiamo utilizzare
i nostri flash subacquei predisposti al TTL tradizionale
con le nuove D-SRL mantenendone la funzionalità.
Per rispondere a questa domanda analizziamo prima il funzionamento
dei due sistemi.
Il TTL tradizionale
Nel TTL tradizionale, a pellicola, in modalità standard
il controllo della luce emessa dal flash avviene in tempo
reale durante la fase di impressione della pellicola, con
le tendine aperte, tramite la luce riflessa dalla stessa
emulsione e misurata dall’apposita cellula o sensore
solitamente posizionata sotto lo specchio.
E’ questa la modalità di funzionamento che
utilizziamo con i nostri attuali flash subacquei.
Nelle reflex di ultima generazione, con l’utilizzo
dei lampeggiatori dedicati, questa misurazione nelle varie
modalità ha subito degli affinamenti straordinari
consentendo l’integrazione di varie informazioni,
dalla distanza del soggetto, fornita dalla cpu delle ottiche,
alle sofisticate valutazioni multizonali degli esposimetri
dedicati alla misurazione della luce ambiente.
Dal più sofisticato Fill-Flash bilanciato al tradizionale
TTL standard il controllo dell’esposizione avviene
comunque in “real time”, con il sensore dedicato
della fotocamera che misura e comanda il blocco dell’emissione
della luce del flash a corretta esposizione avvenuta.
E’ opportuno precisare che la misurazione esposimetrica
in luce ambiente e flash sono due valutazioni distinte ed
indipendenti, anche se interagiscono fra loro a livello
informativo in alcune modalità di funzionamento.
Con il flash, acceso o spento che sia, l’esposimetro
della fotocamera ci indicherà sempre il valore di
esposizione relativo alla luce ambiente. Con l’illuminazione
di un flash controllato in modalità TTL selezionando
diaframmi diversi, entro i valori consentiti dal NG, non
apporteremo variazioni all’esposizione del soggetto
in primo piano poichè la potenza della luce emessa
dal flash sarà regolata autonomamente dall’apposita
cellula o sensore.
Il TTL digitale
Cambiando il supporto su cui registriamo la nostra immagine,
dalla pellicola al sensore, si sono verificate una serie
di problematiche che hanno indotto quasi tutti i costruttori
a rivedere e perfezionare questo sistema di misurazione.
Diverso è il grado di riflessione del sensore rispetto
alla pellicola, molto più forte.
Diversa è poi la riflessione dello stesso in rapporto
al cromatismo della scena, i singoli pixel che compongono
un sensore RGBG con matrice Bayer riflettono infatti la
luce bianca in rapporto al proprio colore, i verdi al 50%,
e quelli rossi e blu al 25%.
Questa difficile e inaffidabile lettura diretta del sensore
è stata risolta tramite una misurazione anticipata
al momento dell’esposizione.
A tendina ancora chiusa il flash emette una serie di prelampi
di monitoraggio che vengono riflessi dalla tendina, appositamente
colorata grigio neutro, e letti da un apposito sensore multizona
posizionato sotto lo specchio in prossimità dello
stesso. I dati vengono elaborati e l’emissione del
flash viene preimpostata al giusto valore di esposizione.
Il tutto avviene ovviamente in tempi velocissimi ed impercettibili
all’occhio umano.
Compatibilità
Ma veniamo alla domanda iniziale. Sono dunque compatibili
i due sistemi?
I nostri flash subacquei Subtronic, Sea&Sea, Isotta,
Ikelite che abbiamo utilizzato in TTL standard sin ora sulle
reflex a pellicola ci consentono di mantenere questa funzionalità
con le nuove reflex digitali?
Purtroppo no. Nessun flash è in grado di emettere
questi prelampi iniziali di monitoraggio.
Esiste, o meglio esisteva perchè fuori produzione,
un’ eccezione, la Fuji S2, unica reflex digitale operante
con il TTL tradizionale. E’ comunque una soluzione
tecnica sulla quale il costruttore non ha insistito. La
nuova versione denominata S3 utilizza infatti il TTL digitale
con l’emissione dei prelampi di monitoraggio.
Ma allora esistono flash subacquei nuovi che supportano
il nuovo TTL digitale?
No, nessun flash subacqueo oggi in commercio, vecchio o
nuovo che sia, è compatibile con questa modalità
di controllo dell’emissione luce.
Alcuni flash oggi di recente immissione sul mercato si definiscono
“D, Digital, o DX” solo per la numerosa selezione
dei livelli di potenza disponibili o per il fatto che il
consenso all’emissione del lampo avviene tramite un
sensore slave azionato dal flash incorporato alla fotocamera.
Stabilito questo, verifichiamo ora le possibili soluzioni
di funzionamento e le relative problematiche connesse.
Funzionamento in manuale
Possiamo utilizzare i nostri flash in modalità manuale,
alla vecchia maniera.
Molti fotografi per le riprese grandangolari abitualmente
non utilizzano il TTL.
Nel digitale ricordiamoci poi che la correzione della sovra
o sotto esposizione, ... entro determinati limiti, è
un’operazione fattibile e considerata di routine.
Registrando inoltre le immagini nel formato RAW le perdite
qualitative sono nulle.
Per le riprese statiche, dove situazione e tempo lo consentono,
è possibile anche controllare al momento l’esposizione
visualizzando l’immagine nel monitor.
Nelle macro dove l’automatismo è più
efficace dovremmo necessariamente fare del braketing variando
i diaframmi, la distanza o la potenza di emissione del flash.
Abbiamo già accennato che per rendere possibile quest’ultima
regolazione in modo fine sono nate alcune versioni di flash
con numerose selezioni manuali di potenza.
Possono essere anche molto interessanti e funzionali gli
automatismi delle reflex che ci permettono di programmare
automaticamente alcuni scatti selezionando le variazioni
di compensazione impostate per la sola emissione della luce
flash.
L’utilizzo di una D-SRL con un tradizionale flash
subacqueo, anche se preventivamente settato in manuale,
potrebbe comportare alcuni problemi di interfacciamento
fra gli apparecchi. Potrebbe accadere che le delicate e
sofisticate elettroniche delle reflex digitali rilevando
un flash non dedicato non diano il consenso all’emissione
del lampo.
Il problema si risolve molto semplicemente dissaldando i
3 per Nikon o 4 per Canon pin relativi alle comunicazioni
TTL del connettore da inserirsi sulla slitta a caldo della
D-SRL.
Funzionamento in TTL digitale
Volendo mantenere l’uso di questo automatismo l’unica
soluzione oggi possibile è quella di scafandrare
gli appositi flash terrestri; quasi tutti i costruttori
hanno a catalogo delle funzionali custodie dedicate a questi
sofisticati illuminatori.
La prima generazione del TTL digitale in casa Nikon ha
assunto la denominazione D-TTL.
Il primo flash terrestre espressione di questa tecnologia
è stato l’SB-28DX in abbinamento alla D1 e
successivamente l’SB-80DX abbinato sempre alla D1
nelle versioni H e X e alla più recente D100.
Dobbiamo comunque considerare che la copertura di questo
flash è appena idoneo all’angolo di campo di
un 20 mm, non è certamente sufficiente per quello
delle focali più “spinte” quali il 14
o il 10.5 fisheye.
Ma le limitazioni più considerevoli sono proprio
nelle caratteristiche del sistema. I protocolli del D-TTL
prevedono la lettura dei prelampi emessi da una sola unità.
La ripresa multi-flash è realizzabile quindi solo
in modalità manuale. Non è possibile nemmeno
usufruire di un secondo flash in modalità slave poichè
i prelampi emessi dall’unità principale innescherebbero
anticipatamente il lampo dell’unità secondaria
di riempimento.
Il sistema rende effettivamente disponibile l’automatismo
del TTL ma in maniera molto “rigida”, vincolandolo
all’utilizzo di un solo flash.
La seconda generazione del TTL digitale riporta in casa
Nikon il suffisso i-TTL.
I flash di riferimento sono l’SB-800DX sviluppato
per una perfetta compatibiltà con la D2 nelle versioni
H e X, e l’SB-600DX per la D70.
Il funzionamento è sempre basato sui prelampi di
monitoraggio, ma rispetto al precedente la lettura della
luce, sempre anticipata all’apertura del diaframma
ma non più riflessa dalla tendina, avviene tramite
un sensore colorimetrico CCD da 1005 pixel posizionato direttamente
sul pentaprisma della D-SRL.
Ma l’innovazione introdotta più interessante
per la tematica che stiamo trattando, è la possibilità
di creare sistemi di ripresa multi-flash senza cavi con
modalità di funzionamento TTL.
Il flash primario o master è collegato via cavo
alla D-SRL mentre il secondario o remoto opera in modo wireless,
ovvero senza cavi.
La funzione di dialogo fra i due flash per la selezione
della potenza di emissione dell’unità secondaria
è affidata ad una sequenza logica di prelampi interposti
fra quelli iniziali di lettura emessi dall’unità
master ed il finale di esposizione emesso da entrambi.
Una problematica inerente a questo sistema di ripresa multiflash
wireless è l’angolo di copertura in trasmissione
e ricezione di questi prelampi di dialogo.
Se in terra il posizionamento dei flash è agevole
ed il controllo immediato, in acqua tutto è più
complicato e meno controllabile. Un’ulteriore problematica
è l’interposizione di eventuali ostacoli tra
le due unità che ne impedirebbero un corretto dialogo.
Sarà interessante vedere quali soluzioni i costruttori
di flash subacquei sapranno proporci.
Nel frattempo possiamo iniziare a lavorare alla vecchia
maniera, in manuale.
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